«Non licet esse christianos. I cristiani non devono esistere».

L’ anno scorso, Milano, festeggiava il famoso editto di Tolleranza che rivoluzionava il diritto con poche e semplici parole: «A nessuno deve essere rifiutata la libertà di seguire e scegliere l’osservanza e il culto dei cristiani». Dopo millesettecento anni, come se la storia non avesse insegnato nulla, si continua a morire con un escalation, incredibile, sia sul piano numerico sia sulla grandezza geografica dei Cristiani colpiti. Il Pakistan, Sri Lanka, Corea del Nord, Siria e Nigeria sono solo alcuni dei Paesi maggiormente colpiti. Al di fuori del caso nordcoreano la matrice persecutoria non parte dalla fede ad un credo, bensì alla cieca obbedienza all’ateismo di stato di matrice comunista che rende vana ogni pretesa di libertà per le Chiese. Non possiamo dimenticare il triste esempio del socialismo reale dell’ Unione Sovietica  che tollerava(solo sulla carta) la libertà di culto ma permetteva di propagandare solo l’ateismo. Negli altri casi,invece, la carneficina dei cristiani, per opera dei fondamentalisti islamici, continua nel totale silenzio dell’Occidente, della politica, dalle organizzazioni umanitarie, dei media e del tanto discusso “islam moderato”. Queste continue stragi hanno un chiaro filo rosso; una strategia di espansione militare basata sul terrore al fine di eliminare qualsiasi traccia “infedele” e ricompattare il mondo islamico a sua volta lacerato dalle frammentazioni tra sunniti, sciiti e sufi.

La cosa preoccupante è la totale indifferenza che colpisce anche buona parte del mondo Cattolico Italiano. Sembriamo quasi assuefatti dalle notizie che ci provengono dall’ Oriente che ci raccontano di Chiese profanate, rapimenti, esecuzioni brutali, attacchi dinamitardi e morti ammazzati. Triste è pensare che non tutto ciò che succede viene raccontato e ciò che si legge o si vede al telegiornale è solo ¼ poiché è inevitabile che la cronaca giornalistica ha anche le sue priorità.

L’attacco scagliato contro i Cristiani sembra una carneficina di “serie b”, come se le uccisioni fossero catalogabili in importanti e meno importanti. In realtà, il problema è culturale. Il silenzio assordante dell’ Occidente ci rivela una volontà del moderno Stato laico ovvero quella di derubricare la fede come fenomeno privato  e quindi trasformare tele mattanza in minor interesse sia per i media sia per i governi dell’Occidente. Gli Stati Europei hanno la miopia di credere che ergersi a difensori dei Cristiani perseguitati possa ledere alla propria laicità senza capire che senza libertà religiosa non si possono vantare ben altri diritti. La libertà di religiosa, caposaldo della nostra civiltà, è la pietra angolare da cui discendono altre libertà e diritti: civili, politiche e quella più liberale di tutte come il diritto di proprietà

A tutti gli amici del Movimento Cristiano Lavoratori invito a fare due cose. Innanzitutto la preghiera per i nostri fratelli perseguitati; suggestive, per un’attenta meditazione, le parole del Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I che osserva dall’alto del suo ministero:  “oggi come allora Cristo è perseguitato nei deboli da tutti gli Erode contemporanei in Siria, Egitto, Libano, Europa, America; è incarcerato come i due vescovi in Siria, le monache ortodosse e molti cristiani; è crocifisso con chi è torturato e ucciso per non tradire la fede; è messo a morte come migliaia di embrioni cui è impedito di nascere”. La seconda  è di ricordare, informarsi e informare perché questa mattanza non passi inosservata. Non possiamo permettere che le continue stragi siano minimizzate o peggio dimenticate. In gioco ci sono due baluardi irrinunciabili: la Vita, di milioni di Cristiani e la loro e nostra Libertà religiosa.

Ruggiero Delvecchio – MCL Milano