Summer School MCL 2014

SUMMER SCHOOL MCL 2014
Centro di Ateneo per la Dottrina Sociale della Chiesa
UCSC – Expo LAB
Università Cattolica del Sacro Cuore in Collaborazione con MCL

“VERSO EXPO 2015″ – Ripensare i beni comuni

Contenuto
A ormai meno di un anno dall’apertura di Expo 2015, si fa più viva l’urgenza di fare i conti con le molteplici sfide che l’evento comporta e con le prospettive che esso dischiude. Non si tratta soltanto della “questione alimentare”, dell’imperativo ineludibile di assicurare un nutrimento sano, sicuro e sufficiente per tutto il pianeta. Se è questo il tema che sta al centro dell’imminente esposizione universale, ad esso altri temi si accompagnano e con esso si intrecciano: il cibo infatti esprime culture e identità, tra piacere dei sensi e bisogno di sopravvivenza; ma insieme sollecita a misurarsi con i problemi dell’equità e dello sviluppo, della fame e dell’abbondanza, del rispetto dell’ambiente e della cura dell’umano. Si tratta insomma di intraprendere un percorso che giunga fino ad un radicale ripensamento dei beni comuni, di quei “beni della terra”, di cui la dottrina sociale della Chiesa non cessa di sottolineare la “destinazione universale”, e ai quali il magistero di Papa Francesco – e prima ancora la Sua stessa testimonianza – invitano a guardare con rinnovato vigore.

Finalità
Pensata e realizzata congiuntamente dal Centro di Ateneo per la Dottrina sociale della Chiesa e dal Laboratorio UCSC ExpoLAB – il Laboratorio che l’Università Cattolica del Sacro Cuore ha appositamente costituito allo scopo di coordinare e promuovere le attività di ricerca e di intervento sui temi caratterizzanti di Expo 2015 -, questa Summer School intende fornire un contributo rigoroso di riflessione, di valutazione e di proposta riguardo alle sfide e alle prospettive sopra indicate.

Milano, 18 – 21 Giugno 2014

Clicca qui per vedere il programma della Summer School MCL ed alcune foto dell’evento

L’intervento alla Tavola Rotonda Conclusiva di Michele Tiraboschi

L’intervento alla Tavola Rotonda conclusiva di Lorenzo Ornaghi